Luca Trevisani - Kotikeye
Luca Trevisani - Kotikeye
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Kotikeye is a photographic narrative centered on a series of performative banquets conceived by Luca Trevisani across France, Switzerland, and Croatia in 2025. The project unfolds through the activation of a group of stoneware sculptures developed from a research process focused on the Toirano Caves. The works emerge from an investigation into the Ligurian karst caves, which preserve human and animal footprints dating back approximately 15,000 years. These traces reveal forms of interspecies cohabitation, thresholds of contact, and processes of mutual biological and behavioral transformation. The sculptures take on porous, tactile forms that incorporate organic residues and food, evoking processes of sedimentation and rituality. Activated through the banquets, they function as relational devices around which gestures, materials, and acts of consumption are collectively shared. Winner of the 13th edition of the Italian Council (2024), the project has evolved through a series of performative presentations in various international contexts—from FRAC Corsica to the Académie Internationale de la Céramique in Geneva, from the Museum of Contemporary Art in Zagreb to Palazzo Ducale in Genoa—before being presented at Casa Museo Jorn in Albissola Marina, in dialogue with the place where Asger Jorn theorized the fusion of architecture, nature, and art. The series will ultimately enter the collection of Museo Madre in Naples.
Kotikeye è un racconto fotografico dei banchetti performativi realizzati da Luca Trevisani tra Francia, Svizzera e Croazia nel 2025, attivando una serie di sculture in grès sviluppate a partire da una ricerca sulle Grotte di Toirano. Le opere nascono da un’indagine delle cavità carsiche liguri che conservano impronte umane e animali risalenti a circa quindicimila anni fa, dove si leggono tracce di coabitazione tra specie, soglie di contatto e trasformazioni reciproche, biologiche e comportamentali. Le sculture assumo- no forme porose e tattili che incorporano residui organici e cibo, evocando processi di sedimentazione e ritualità, e si attivano nei banchetti come dispositivi relazionali attorno a cui si condividono gesti, materia e consumo. Il progetto, vincitore della 13a edizione dell’Italian Council (2024), ha attraversato in forma performativa diversi contesti internazionali, dal FRAC Corsica all’Académie Internationale de la Céramique di Ginevra, dal Museo Nazionale d’Arte Moderna di Zagabria al Palazzo Ducale di Genova, prima di es- sere presentato alla Casa Museo Jorn di Albissola Marina, in dialogo con il luogo in cui Asger Jorn ha teorizzato la fusione tra architettura, natura e arte. La serie entrerà infine nella collezione del Museo Madre di Napoli.
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